CORONAVIRUS: Comunicato stampa dei rappresentanti MMG sulla situazione delle certificazioni

di  il 18 marzo 2020

Per opportuna conoscenza, si pubblica il comunicato stampa a firma del Dr. Silvestro Scotti, Presidente dell’OMCEO di Napoli e Segretario della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, sulla situazione delle certificazioni di malattia in questo contesto di emergenza e le conseguenti accertamentii medico fiscali:

COMUNICATO STAMPA

Accertamenti medico-fiscali, Silvestro Scotti: «Si sta creando un meccanismo perverso a carico dei medici della medicina generale e se non bastasse continua l’azione di sciacallaggio su malasanità, non c’è limite alla decenza».

«Abbiamo interessato il ministero competente affinché si valuti quanto sta accadendo. Ci chiediamo se sia possibile che I’INPS trasformi i medici di famiglia in medici competenti, o in commissioni di invalidità chiamate a valutare handicap e non incapacità temporanea al lavoro che è quello che certifichiamo come da compiti dell’ACN e da prassi sui certificati di malattia». A mettere in luce un problema che si pone con forza e che sta pesando sulle spalle, sulla reputazione e sul rapporto di fiducia con i pazienti dei medici della medicina generale è il segretario generale di FIMMG Silvestro Scotti.

Il riferimento è alle direttive emanate in emergenza per le quali i pazienti con patologie croniche e o immunodepressi ma asintomatici, sono da considerare a maggior rischio di contrarre infezione. Pazienti che alla luce delle disposizioni possono presentare certificati di malattia perché considerati con necessità di isolamento, condizione sottolineata ai lavoratori direttamente, oltretutto, da aziende private e pubbliche anche sanitarie. 

«Comprendiamo l’emergenza – dice Scotti – ma crediamo che si stia esagerando e soprattutto non vediamo la regia. Peraltro, nessuno ha calcolato l’impatto che tutto questo avrebbe avuto sul comparto Sanità, visto il coinvolgimento dell’area della sanità anche considerando l’età media dei medici e degli operatori sanitari italiani, se non si vuole considerare che l’anno scorso le patologie croniche hanno interessato quasi il 40% della popolazione del Belpaese, cioè 24 milioni di italiani, dei quali 12,5 milioni hanno multi-cronicità, qualcuno faccia un po’ qualche conto, forse conviene comprare i DPI a tutti i cittadini italiani o almeno ai lavoratori, mentre gli altri restano a casa. Parliamo di donne e di uomini che certamente hanno patologie croniche e che giustamente in termini di valutazione del rischio useranno questa prospettiva per ripararsi da un aggravamento delle proprie condizioni dovute ad un’alta possibilità di contagio». FIMMG sottolinea ancora una volta come avrebbe maggior senso, in riferimento ai medici di medicina generale che stanno pagando il prezzo più alto di morti ma comunque a tutti i medici, dotare tutti gli operatori di protezioni individuali e che fossero fornite quelle veramente protettive e fare lo stesso anche per gli ambienti di lavoro. «Una misura che risolverebbe realmente il problema – dice Scotti – e si eviterebbe che l’INPS trasformi gli studi dei medici di medicina generale in commissioni di accertamento di handicap senza che noi abbiamo alcun dato rispetto alle caratteristiche di sicurezza sul lavoro adottate dal datore di lavoro». 

 

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