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CORONAVIRUS: Messaggi INPS certificati malattia – aggiornamento al 08.04.20

di  il 8 aprile 2020
Must Have!

PER COMPLETEZZA DI INFORMAZIONE SI E’ DECISO DI PUBBLICARE

TUTTI I MESSAGGI PERVENUTI DAGLI ENTI COMPETENTI IN ORDINE CRONOLOGICO,

FACENDO PRESENTE DI TENERE CONTO SEMPRE DELL’ULTIMO MESSAGGIO,

IL QUALE POTREBBE MODIFICARE O SMENTIRE I PRECEDENTI

AGGIORNAMENTO 08.04.2020

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Dr. Renzo Le Pera, Medico di Medicina Generale – Vicesegretario Nazionale della FIMMG:

Lettera al Presidente OMCeO Ravenna da parte di FIMMG

AGGIORNAMENTO 06.04.2020

Si pubblica il punto 4 estratto dal messaggio ERMES emanato dall’INPS n. 1460 del 02.04.2020, pervenuto oggi, da dove si evince che è il medico curante (quindi il medico di medicina generale) o lo specialista che deve attestare (ex art. 26, comma 2 del decreto legge n. 18/2020) la condizione di maggior rischio di contagio derivante da patologie sofferte da parte di dipendenti con riconoscimento di disabilità di cui alla legge n. 104/1992, l’intero messaggio è alla pagina:http://www.omceo-ra.it/coronavirus-chiarimenti-sulle-tutele-di-soggetti-a-rischio-ex-art-26-comma-2-dl-n-182020-chi-deve-rilasciare-la-certificazione/

4.Tutele a favore di soggetti maggiormente esposti a rischio

L’art. 26, comma 2 del decreto legge n. 18/2020, riconosce il medesimo trattamento di miglior favore, di cui al paragrafo precedente, alle assenze dal servizio effettuate fino al 30 aprile 2020 da parte di dipendenti con riconoscimento della disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della medesima legge n. 104 /1992.

A supporto delle predette assenze i dipendenti devono produrre una certificazione del medico curante o specialista attestante la condizione di maggior rischio di contagio derivante dalle patologie sofferte, priva della specifica indicazione delle stesse.

Le assenze riconducibili all’ipotesi sopra descritta verranno imputate a cura degli operatori Sap dei Team risorse umane di Direzione regionale/di Coordinamento metropolitano e dal gruppo di supporto di Direzione generale al giustificativo “MERC”.

Inoltre, si rende noto che la Dottoressa Zanardi, Responsabile Ufficio Medico Legale, Certificati Medici della Direzione di BOLOGNA dell’INPS specifica che tale certificato è rilasciato telematicamente utilizzando il sistema TS della certificazione di malattia da tutti coloro che sono provvisti di credenziali:

“Alla luce del DPCM del 17 marzo 2020, e dell’articolo 26 in particolare, abbiamo avuto indicazioni interne per il trattamento dei certificati telematici pervenuti dai Medici Certificatori, in caso di quarantena a causa di COVID-19 e di isolamento fiduciario, nonché della certificazione in caso di patologie croniche associate ed immunosoppressione. 

  • Per agevolare i Medici di medicina generale e gli altri Medici provvisti di PIN che inseriscono i certificati, non è necessario inserire alcun codice nosologico, li dobbiamo inserire noi dalla nostra procedura informatica INPS.
  • Si prega altresì di specificare, in campo diagnosi, ogni dato utile per fare emergere la gravità del quadro clinico.

Si prega di dare la maggior visibilità possibile a tale comunicazione, anche le altre Sedi Provinciali riceveranno la stessa Comunicazione.

Grazie per la collaborazione -Dott.ssa Lucia Zanardi – INPS DIREZIONE PROVINCIALE BOLOGNA Responsabile Ufficio Medico Legale, Certificati Medici – COORDINAMENTO REGIONALE MEDICO LEGALE

AGGIORNAMENTO 01.04.2020

Riceviamo e pubblichiamo da parte dell’Assessorato alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna un chiarimento per ora parziale in merito alla applicazione dell’art.26 comma 2 del D.L. 18/2020:

“si ritiene opportuno porre l’attenzione sulla applicazione delle disposizioni contenute nell’art. 26, comma 2, del D.L. 18/2020, in particolare con riferimento all’inciso in cui viene previsto che: <il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie, è equiparato al ricovero ospedaliero di cui all’articolo 19, comma 1, del decreto legge 2 marzo 2020, n. 9.>

Si ritiene che, in riferimento al quadro normativo in essere e nelle more di ulteriori chiarimenti, non possa intendersi quale “competente autorità sanitaria” il medico di medicina generale, per l’attestazione dell’assenza dal servizio di cui alla citata norma.

In attesa di poter fornire ulteriori precisazioni si ritiene possano essere considerati validi i certificati di malattia già trasmessi, in analogia con quanto disposto dal comma 4 dell’art. 26 della norma ad oggetto.”

Troverete il documento in questione  alla pagina: http://www.omceo-ra.it/coronavirus-chiarimenti-su-applicazione-dellart-26-comma-2-del-d-l-182020/

AGGIORNAMENTO 23.03.2020

A rettifica della nota trasmessa nella giornata di venerdi 20 marzo, si trasmette la nota del Direttore della sede INPS di Ravenna Dr. Roberto Cefalù a seguito delle direttive aggiornate da parte della Direzione Regionale INPS per l’Emilia Romagna:

“A seguito  di contatti intercorsi con la D.C. Ammortizzatori, in merito alle certificazioni di malattia relative alle casistiche dell’attuale fase di emergenza  si  forniscono le seguenti indicazioni e chiarimenti:

  • a  far data dal 17 marzo, entrata in vigore del decreto n.18/2020,  il certificato deve essere redatto secondo le consuete modalità e regole vigenti per le certificazioni di malattia ovvero sin dal primo giorno di prognosi. I giorni precedenti alla sua redazione non possono essere considerati debitamente certificati.
  • è possibile fornire gli estremi del provvedimento sanitario, se presente, anche successivamente alla data di redazione del certificato.
  • ad oggi, sempre per le casistiche collegate all’emergenza sanitaria,  per i  certificati  antecedenti   l’entrata in vigore del decreto 18 del 17 marzo 2020, emessi con  data  successiva  a  quella  di redazione  del provvedimento ASL, la procedura CDM scarta le giornate certificate  precedenti a quella di  emissione; le DD.CC. competenti stanno valutando un eventuale intervento;
  • sarà oggetto di apposito comunicato  l’utilizzo del corretto codice nosologico per l’emissione dei certificati  di malattia  con diagnosi  riguardante le casistiche previste dai decreti emergenziali pubblicati.

Cordiali saluti – Il Direttore della sede INPS di Ravenna Dr. Roberto Cefalù”

AGGIORNAMENTO 20.03.2020

(I messaggi di chiarimento per le certificazioni INPS si troveranno in questa pagina in ordine cronologico):

Periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato equiparato alla malattia

Pubblichiamo il messaggio pervenuto dal Direttore dell’INPS di Ravenna relativamente ai quesiti posti in materia di:

“periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva
di cui all’articolo 1, comma 2, lettere h) e i) del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, dai lavoratori del settore privato”

“Facendo riferimento al quesito postomi oggi, relativo all’art 26 del decreto legge 18/2020, che si riporta di seguito

Art. 26  – Periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato equiparato alla malattia:

Il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva di cui all’articolo 1, comma 2, lettere h) e i) del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, dai lavoratori del settore privato, è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto. Per questi periodi il medico curante redige il certificato di malattia con gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantena con sorveglianza attiva o alla permanenza domiciliare.
Fino al 30 aprile ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della medesima legge n. 104 del 1992, il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie, è equiparato al ricovero ospedaliero.

Preciso (continua il messaggio del Direttore INPS Dottor Roberto Cefalù) che al momento e fino ad eventuale nuova disposizione, alla frase, di cui all’art.26, che testualmente recita: : Per questi periodi il medico curante redige il certificato di malattia con gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantena con sorveglianza attiva o alla permanenza domiciliare.” possa essere interpretato nel senso di inserire la data del provvedimento di quarantena disposto da  Usl nel campo : “dichiara di essere ammalato dal….”

Per quanto attiene al secondo quesito  relativamente al rilascio della certificazione con codice V07 può essere utile quanto comunicato dal nostro coordinatore medico legale regionale (dr.ssa Zanardi) all’OMCEO di Bologna:

“Spett. Ordine dei Medici di Bologna

Gentile Presidente

Alla luce del DPCM del 17 marzo 2020, e dell’articolo 26 in particolare, siamo in attesa di nuovo messaggio Inps che regolerà la certificazione di malattia in caso di quarantena a causa di COVID-19 e di isolamento fiduciario, nonché della certificazione in caso di patologie croniche associate ed immunosoppressione.

Le indicazioni date fino ad oggi, sono pertanto da considerarsi temporanee, le certificazioni già emesse sono considerate valide, come indica il DPCM all’art. 26, per le indicazioni future siamo in attesa del Messaggio INPS.

Nel frattempo, soprattutto per chi viene allontanato dal lavoro a causa di patologie croniche o immunodepressione, non è necessario inserire alcun codice nosologico ma si prega di specificare, in campo diagnosi, ogni dato utile per fare emergere la gravità del quadro clinico.

Si prega di dare la maggior visibilità possibile a tale comunicazione, anche le altre sedi provinciali riceveranno la comunicazione

Grazie per la collaborazione

Dott.ssa Lucia Zanardi”

Purtroppo , come afferma la dr.ssa Zanardi, siamo in attesa del messaggio INPS e solo dal quel momento potremo essere più precisi. Sarà mia cura riportarvi ogni novità che dovesse intervenire nel frattempo.

Cordiali saluti – Il Direttore della sede INPS di Ravenna Dr. Roberto Cefalù

AGGIORNAMENTO 18.03.2020 – CASSATO

A tutti i medici e agli odontoiatri:

Pubblichiamo un ulteriore aggiornamento di oggi, 18 marzo 2020 pervenuto dalla sede regionale INPS e confermata dal Direttore della sede di Ravenna Dr. Roberto Cefalù sulle certificazioni di malattia e per i pazienti con malattie croniche e l’utilizzo del Codice INPS V07

“al fine di chiarire ulteriormente la corretta identificazione dei casi da tutelare con certificazione di malattia:

  • in situazione di emergenza da COVID 19, pazienti con patologia cronica e/o immunodepressi ma asintomatici, sono da ritenere a maggior rischio di contrarre infezione.
  • Pertanto INPS accetterà certificati di malattia in casi simili, da identificare col codice V07 (persone con necessità di isolamento, altri rischi potenziali di malattie e misure profilattiche)
  • Oltre al suddetto codice, andrà specificata in campo diagnosi la patologia cronica associata o la causa di immunodepressione.

E’ quindi possibile stilare Certificazioni di inabilità lavorativa INPS con il codice V07, a fronte di patologie come ad esempio:  Leucemie e linfomi in trattamento, Leucopenie e/o piastrinopenie congenite, Epatopatie severe, Diabete scompensato, Neoplasie in fase di chemioterapia  ed altri casi di immunodepressione nota che configuri un rischio maggiore di contrarre la infezione da Covid.”

___________________________________________________________

AGGIORNAMENTO 10.03.2020

In riferimento alla comunicazione INPS del 25 febbraio scorso (vedi in fondo alla pagina mail), pubblichiamo l’ulteriore circolare emanata oggi 10 marzo 2020  in accordo con l’Azienda USL di Ravenna sui certificati INPS di malattia:

Ai tutti i medici e agli odontoiatri
Nell’attuale fase di diffusione dell’infezione da Coronavirus sono sempre più frequenti richieste improprie di certificazioni di malattia da parte di soggetti che non ne hanno diritto.

A tale proposito si precisa che:

  1. la certificazione di malattia presuppone lo stato di malattia e non situazioni di esposizione al rischio;
  2. il certificato con il codice nosologico V29.0 (quarantena obbligatoria o volontaria, isolamento volontario, sorveglianza attiva) si può emettere esclusivamente quando il soggetto ha ricevuto il provvedimento della Sanità Pubblica di isolamento ai sensi del DPCM 8/03/2020 (circolare INPS HERMES 25 febbraio 2020 0000716 del 25 febbraio 2020);
  3. i Medici non sono tenuti a rilasciare certificati richiesti dai datori di lavoro difformi dalle indicazioni di cui ai punti precedenti.

I contenuti della presente comunicazione sono stati condivisi con l’Azienda USL della Romagna.
Cordiali saluti
Il Presidente Dr. Stefano Falcinelli

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MESSAGGIO del 25.02.2020

Riceviamo la comunicazione dalla Sede INPS di Ravenna e si invitano tutti gli operatori a leggerla attentamente. Si prende atto in particolare del suggerimento della Direzione INPS di utilizzare nelle certificazioni di malattia  il codice V29.0 come sospetto diagnostico.
________________

Ravenna, 25 febbraio 2020

Spettabile Ordine dei Medici di Ravenna, Gentile Presidente,

al fine di agevolare le misure cautelative per  evitare la diffusione del corona virus, si chiede ai Medici di Medicina Generale e in genere ai Medici certificatori di malattia, all’atto della compilazione dei certificati di malattia dei soggetti interessati, di apporre chiaramente in DIAGNOSI se si tratta di QUARANTENA, ISOLAMENTO FIDUCIARIO, FEBBRE CON SOSPETTO di CORONA VIRUS, o in alternativa il codice V29.0 corrispondente a quarantena obbligatoria o volontaria, sorveglianza attiva, etc..

Conseguentemente i medici INPS, in seguito ad indicazioni dalla Direzione Generale, sede per sede, metteranno una ESENZIONE dalle visite fiscali per tale tipo di diagnosi.

Attualmente le visite fiscali in Regione sono bloccate fino al giorno 08/03/20 Si prega di dare maggior visibilità possibile a questa mail e si rende noto che disposizioni simili sono state date a tutta la Regione Emilia Romagna.

Si ringrazia per la collaborazione.

 Dott. Paolo Vicinelli – Dirigente Medico Legale INPS                                                           

 Danila Casanova – Direttore provinciale

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