FNOMCEO: correggiamo il DDL Concorrenza

di  il 19 luglio 2017

Riceviamo da FNOMCEO:

Il dissenso al DDL Concorrenza e l’invito al Ministro della Salutea porre in essere tutti gli atti necessari ed opportuni volti a correggere il testo‎ con l’introduzione di misure di sicurezza normative idonee ad evitare l’ingresso di meri interessi economici in ambiti riguardanti prestazioni di natura assistenziale che, come ben noto, godono della più ampia tutela Costituzionale, così salvaguardando da ogni possibile rischio e pregiudizio la salute dei cittadini”.

È quanto espresso, all’unanimità, dal Consiglio Nazionale della Fnomceo, composto da tutti i presidenti d’Ordine delle  province italiane, con una Mozione presentata dal Presidente della Commissione Albo Odontoiatri nazionale, Giuseppe Renzo.

Il dissenso di medici e odontoiatri si concentra soprattutto sul comma 153 dell’articolo 1 del DDL, attualmente all’esame della X Commissione Permanente Industria del Senato, che nella sostanza consentirebbe, se approvato in questa formulazione, alle strutture di capitali l’esercizio della Professione Odontoiatrica.

Da qui il “serio rischio” per “la sicurezza delle cure e la tutela della salute dei cittadini, che verrebbero inevitabilmente travolti da una logica commerciale imprenditoriale che, avendo obbiettivi meramente economici, offre minori garanzie per la salute della collettività rispetto ad una attività orientata esclusivamente in un’ottica professionale”.

Ecco la Mozione:

Il Consiglio Nazionale della FNOMCeO, riunito a Siena il 14 luglio 2017

 Rilevato che

nel passaggio alla Camera dei Deputati non sono stati introdotti al Ddl Concorrenza i correttivi necessari a risolvere le criticità determinate da un ingresso selvaggio del capitale nelle società odontoiatriche, e con ciò isolando la professione odontoiatrica dall’applicazione della normativa vigente prevista per le altre attività professionali a diretto impatto su valori costituzionalmente tutelati (diritto di difesa e tutela salute) previste dal DDL Concorrenza 

 Ritenuto che

l’apporto di capitale all’interno di società operanti in ambito medico ed odontoiatrico non debba, in ogni caso, essere lesivo della tutela della salute del cittadino in quanto, subordinando l’opera professionale alla prevalenza dell’interesse economico,  determinerebbe la ricerca del massimo profitto a discapito dell’appropriatezza delle cure.

 Considerato

Pertanto che l’attuale formulazione legislativa del Ddl Concorrenza mette a serio rischio la sicurezza delle cure e la tutela della salute dei cittadini che verrebbero inevitabilmente travolti da una logica commerciale imprenditoriale che, avendo obbiettivi meramente economici, offre minori garanzie per la salute della collettività rispetto ad una attività orientata esclusivamente in un’ottica professionale

Quanto sopra premesso e ritenuto, il Consiglio Nazionale esprime il proprio dissenso in particolare sull’articolo 1 comma 153 ed

 INVITA

 L’On. Ministro della Salute a porre in essere tutti gli atti necessari ed opportuni volti a correggere il testo‎ del Ddl Concorrenza con l’introduzione di misure di sicurezza normative idonee ad evitare l’ingresso di meri interessi economici in ambiti riguardanti prestazioni di natura assistenziale che, come ben noto, godono della più ampia tutela Costituzionale, così salvaguardando da ogni possibile rischio e pregiudizio la salute dei cittadini.

 Approvato all’unanimità il 14/7/2017

 

 

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