I contributi scientifici degli iscritti: TATUAGGI E SALUTE di G. Fiorentini

di  il 12 febbraio 2019

Oggi pubblichiamo qualche spunto sull’attuale tema del tatuaggio. L’autore dell’articolo è il nostro iscritto Dottor Giammaria Fiorentini, Direttore UOC di Oncologia – Gestione Ospedale Territorio Cure Palliative Oncologiche presso il presidio ospedaliero Muraglia di Pesaro.

TATUAGGI E SALUTE: QUALI PROBLEMI?

Diventa sempre più variopinta la pelle degli italiani. Secondo la prima fotografia scattata nel 2015 dall’Istituto Superiore di Sanità  i tatuati in Italia erano sette milioni di persone, il 12,8% della popolazione. A distanza di 3 anni tale percentuale è verosimilmente salita a nove milioni di persone pari a quasi il 20% della popolazione.

A lungo percepita come una forma di autoespressione esotica in alcuni gruppi sociali marginali, i tatuaggi hanno abbandonato la loro immagine anticonformista e sono diventati moda, in particolare per i giovani.

Storicamente, i regolamenti relativi alla salute e alla sicurezza legati al tatuaggio si sono concentrati sulle regole di igiene e prevenzione delle infezioni. Nel frattempo, la crescente popolarità dei tatuaggi ha portato allo sviluppo di grandi superfici cutanee tatuate e l’introduzione di  molti nuovi colori, consentendo ai tatuaggi di essere più spettacolari che mai.

In Italia esistono le linee guida del ministero della Sanità per l’esecuzione di procedure di tatuaggio e piercing in condizioni di sicurezza (Circolare 05.02.1998 n.2.9/156) che definiscono le condizioni igieniche dei locali e delle attrezzature per eseguire i tatuaggi. Poco dibattuto e poco noto è invece il tema dei rischi che questa pratica presenta.

L’introduzione nel derma di pigmenti e coloranti esogeni per ottenere un design permanente  è una situazione in-vivo unica, dove una grande quantità di sali metallici e coloranti organici rimangono nella pelle per tutta la vita del portatore. I potenziali effetti cancerogeni locali e sistemici di tatuaggi e inchiostri per tatuaggi non sono completamente chiari anche se diversi studi hanno dimostrato la presenza di potenziali prodotti cancerogeni o pro-cancerogeni negli inchiostri per tatuaggi

Si sa poco sui rischi tossicologici dei pigmenti colorati che vengono utilizzati dai tatuatori. Per una corretta valutazione del rischio, l’applicazione intradermica  di questi pigmenti richiederebbe dati su tossicità, biodisponibilità ed assorbimento di queste sostanze e una maggiore conoscenza sulla rimozione sicura dei tatuaggi stessi.

Altre preoccupazioni sono il potenziale di  migrazione di pigmenti ed altre sostanze che si osservano  nei linfonodi regionali e la possibile conversione metabolica degli  inchiostri per tatuaggio in sostanze tossiche e cancerogene. Considerazioni simili si applicano ai prodotti  che si formano durante la rimozione del tatuaggio assistito dal laser

I tatuaggi causano una vasta gamma di problemi clinici .  Sono molto comuni le lesioni eritematose, in particolare correlabili ad aumentata sensibilità al sole c e si osservano nel 20% di chi ha tatuaggi. Le complicazioni mediche sono dominate dall’allergia al tatuaggio dovuta ai pigmenti che si comportano come apteni , particolarmente allergizzanti sono riferiti i tatuaggi policromi contenenti pigmenti rossi, blu e verdi. I sintomi sono importanti e possono essere confrontati alle malattie cutanee pruriginose maggiori con difficoltà a controllare il sintomo prurito fino al punto da dover rimuovere il tatuaggio o effettuare vere e proprie sedazioni farmacologiche.

Le allergie del tatuaggio e le reazioni locali presentano espressioni cliniche distinte: placca ipercheratosica, ulcera-necrotica, linfangite e dolori anche intensi di tipo neuro-sensoriale fino al rimodellamento ipertrofico della cute con  la formazione di cheloidi. Le reazioni dei tatuaggi neri, da pigmenti di carbonio, sono in genere papulo-nodulari e  meno allergizzanti. Le complicazioni del tatuaggio includono effetti sulle condizioni generali di salute e  complicazioni nella sfera psico-sociale. Le infezioni del tatuaggio sono dovute a batteri, particolarmente stafilococchi, che possono essere resistenti agli antibiotici, e generare sepsi pericolose  nei pazienti immunodepressi  Non è da trascurare il problema  degli inchiostri contaminati da agenti infettivi. Questi diventano  vettori di rischio che  portano vere e proprie  infezioni epidemiche di molte persone tatuate nella medesima  struttura  .

Si è documentato  che il micobatterio della TBC, il virus dell’epatite B e C e il virus dell’immunodeficienza umana (HIV) sono stati inoculati  e rimangono anche oggi un rischio significativo che richiede  consapevolezza da parte di chi sceglie di ricevere un tatuaggio.

Nell’indagine  del 2015 eseguita dall’Istituto superiore di sanità il 3,3% dei tatuati italiani, valutabili in 230.000 persone hanno dichiarato di aver avuto complicanze o reazioni: dolore, granulomi, ispessimento della pelle, reazioni allergiche, infezioni e pus. Ma il dato appare sottostimato. In tutti questi casi, solo il 12,1% si è rivolto a un dermatologo  o al medico di famiglia (il 9,2%)  e il 27,4% si è rivolto al proprio tatuatore, ma più della metà (il 51,3%) non ha consultato nessuno.

In generale, comunque, solo il 58,2% degli intervistati è informato sui rischi: la percezione sui rischi considerati più frequenti riguarda le reazioni allergiche (79,2%), l’epatite (68,8%) e l’herpes (37,4%). Mentre, soltanto il 41,7% è adeguatamente informato sulle controindicazioni alla pratica del tatuaggio.

Altri problemi sono legati alla diagnosi di molte malattie. Chi ha ricevuto pigmenti ferrosi, in genere coloranti rossi ed arancioni, non può essere sottoposto a risonanza magnetica ed avrà immagini TAC  alterate e poco leggibili. Questo comporterà certamente limitazioni nella diagnosi di molte malattie che necessitano di questi preziosi presidi diagnostici.

Oltre al mancato utilizzo di importanti mezzi diagnostici i dati di letteratura mostrano che i tatuaggi possono coprire melanomi e carcinomi cutanei e ritardarne la diagnosi. Non raramente lesioni precancerose vengono appositamente trattate e quindi “mascherate” con finalità estetiche. Le neoplasie che mostrano correlazione spazio temporale con i tatuaggi sono : melanomi, cheratoacantomi, linfomi cutanei e diffusi.

Occorre infine notare che le agenzie nazionali e gli organismi preposti alla tutela della salute dei cittadini pur a fronte di dati epidemiologici che segnalano un aumento del rischio di infezioni e di neoplasie, non considerano i tatuaggi  come un problema di salute pubblica emergente .

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