INPS: precisazioni per le assenze dei lavoratori durante la reperibilità

di  il 7 febbraio 2018

La Direzione INPS di Ravenna ha inviato all’attenzione dell’Ordine alcune precisazioni relative alla giustificazione delle assenze dal domicilio durante la reperibilità in caso di malattia. Si riporta pertanto uno stralcio della nota INPS come promemoria agli iscritti della normativa vigente:

“Nella trattazione dei ricorsi, si rileva che spesso i lavoratori, a giustificazione delle assenze dal domicilio durante le fasce orarie di reperibilità, presentano generiche dichiarazioni del medico curante attestanti la presenza del lavoratore ammalato, nel proprio ambulatorio.

La normativa vigente prevede che l’assenza a visita medica di controllo possa essere giustificata dal lavoratore, purché debitamente documentata dall’interessato, per:

a) causa di forza maggiore che determinino l’assoluta inevitabilità dell’assenza dal domicilio durante le fasce di reperibilità;

b) una situazione che abbia reso imprescindibile e indifferibile la presenza personale dell’assicurato altrove per evitare gravi conseguenze per sé o per i componenti il nucleo familiare (a condizione che l’allontanamento non pregiudichi il normale decorso della malattia). In ogni caso il lavoratore deve produrre idonea documentazione giustificativa;

c) la concomitanza con visite, prestazioni e accertamenti  generici o specialistici che si dimostri non potevano essere effettuati in ore diverse da quelle corrispondenti alle fasce orarie di reperibilità. L’assenza per tale ipotesi, che è quella di interesse per il medico curante, può essere giustificata solo nel caso in cui il lavoratore comprovi debitamente l’urgenza e/o l’indifferibilità della visita medica, oppure l’impossibilità di effettuazione della stessa in orari non compresi nelle fasce di reperibilità: a tal fine la certificazione redatta dal medico dovrà recare la data in cui è stata redatta e motivare l’urgenza della visita in maniera dettagliata, fornendo anche particolari medici e/o terapeutici che possano aiutare il Dirigente Medico legale nella valutazione del caso.

Ricapitolando il caso c):

- per giustificare l’urgenza della visita concomitante, l’assicurato deve produrre certificato medico contestuale o emesso in data immediatamente successiva a quella della visita, da cui risulti non solo l’ora e il giorno della visita, ma anche la specifica indicazione di una situazione di urgenza supportata da dati clinici obiettivi;

- per giustificare l’impossibilità di effettuare la visita medica al di fuori delle fasce di reperibilità il lavoratore deve dare prova dell’impossibilità di spostare la visita in altro omento non coincidente con le fasce orarie o alla motivata indisponibilità del medico a riceverlo al di fuori delle fasce o di visitarlo a domicilio.”

 

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