Sabato 13 dicembre si è tenuto a Ravenna, presso la Sala Martini del Museo MAR, il Congresso medico organizzato dall'Ordine dal titolo "Il nodulo tiroideo maligno: dalla diagnosi alla terapia".
Coordinatore scientifico il Dr. Bondi, responsabile della Unità Operativa Semplice (U.O.S.) di Endocrinologia-Ravenna (Ospedali di Ravenna, Lugo e Faenza), in stretta collaborazione con il Dr. Soprani e il con il Prof. Fernandez della Otorinolaringoiatria, con il Prof. Saragoni Direttore della Anatomia Patologica, il Prof. Tamberi Direttore dell’Oncologia e la Dr.ssa Minguzzi Direttore della Radiologia.
Il Congresso, Organizzato e Patrocinato dall'Ordine dei Medici di Ravenna, è alla prima edizione ma promette di diventare un riferimento a livello regionale e nazionale.
La patologia nodulare tiroidea rappresenta una delle condizioni endocrine di più frequente riscontro nella pratica clinica. Sebbene la stragrande maggioranza dei noduli tiroidei sia di natura benigna, la sfida cruciale è quella di identificare in modo accurato e tempestivo le lesioni maligne, che richiedono un approccio gestionale specifico e multidisciplinare.
L'incidenza del carcinoma tiroideo è cresciuta significativamente negli ultimi decenni, ma a fronte di ciò la mortalità si è mantenuta stabile, a testimonianza dei continui progressi nel campo della diagnosi e della terapia.
A Ravenna è infatti attivo un network multidisciplinare che ha costituito un percorso specifico per affrontare la patologia tiroidea.
In particolare, durante l'evento è stato sottolineato il ruolo chiave della Radiologia interventistica ecoguidata. A Ravenna da oltre 20 anni, l'Unità Operativa di Radiologia esegue agoaspirati sui tre presidi ospedalieri di Faenza Lugo e Ravenna. Nel 2023 sonostate eseguite 1135 procedure, di cui 845 noduli tiroidei; nel 2024 eseguite 1240 procedure, di cui 1066 hanno riguardato i noduli tiroidei. Un ruolo chiave è giocato dalla presenza durante le procedure eco-guidate del citopatologo: questo ha portato a una netta riduzione dei prelievi non diagnostici, scesi dal 4,5% al 1,3%, corrispondente a un miglioramento relativo di circa il 71%, con conseguente miglioramento del comfort per i pazienti, che hanno potuto evitare la ripetizione della procedura.
Risultati, quelli del Team Ravenna, che sono anche stati pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale Insights into Imaging.
A questo si affiancano i risultati nel trattamento della patologia tiroidea con una casistica che permette la catalogazione in centro di riferimento con acquisizione di skills chirurgiche in grado di trattare anche patologia rare e complicate. La dotazione di strumentazione di sala operatoria all’avanguardia, come il neuromonitoraggio intraoperatorio, riduce al minimo le complicanze durante le procedure chirurgiche.
Fondamentale ruolo hanno infine la medicina nucleare, grazie alla terapia radiometabolica con Iodio-131 e la radioterapia.
L’intero follow up della patologia tiroidea, benigna e maligna, è affidato ai colleghi dell’Endocrinologia. Nei casi di patologia maligna avanzata è ormai da tempo consolidata la collaborazione con l’Oncologia con la possibilità di utilizzare “terapie target” cioè selezionate in base alle caratteristiche onco-genetiche della malattia neoplastica.
L’U.O.S. Endocrinologia Ravenna fa parte dei gruppi endocrinologici italiani che afferiscono alla Fondazione Osservatorio Italiano Tumori della Tiroide (ITCO), fondata nel 2013, coordinata dall’Università La Sapienza che è oggi un punto di riferimento nazionale per lo studio e la gestione delle patologie tumorali della tiroide. Con oltre 70 centri distribuiti su tutto il territorio nazionale, l'Osservatorio monitora più di 15.000 pazienti e registra ogni anno 2.500-3.000 nuovi casi di tumore della tiroide. Questo patrimonio di competenze cliniche e scientifiche pone Ravenna e l'Ausl Romagna all'avanguardia per la diagnosi e la cura della patologia tiroidea e per la qualità dei servizi offerti alla
popolazione.
